Il DPCM pubblicato in data 9 marzo, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestionedell'emergenza epidemiologica da COVID-19, introduce delle restrizioni ad alcune attività economiche prevedendo, sull’intero territorio nazionale, la sospensione delle attività dei centri benessere.
Al fine di contenere il contagio da Coronavirus, il Presidente regionale della Liguria ha ordinato (ordinanza n. 4/2000) a tutti i soggetti non residenti in Liguria che hanno fatto ingresso in Liguria dalla mezzanotte del 24 febbraio 2020 provenienti dalla “zona rossa” oltre al rispetto delle disposizioni contenute dal DPCM del 8 marzo 2020 di cui all'art. 1 lett. a), b) e c), anche l'obbligo di segnalare, a partire dalle ore 14.00 del 9 marzo 2020, la propria presenza in Liguria e il relativo domicilio alla casella elettronica sonoinliguria@regione.liguria.it oppure di darne comunicazione ai numeri 0105485767 e 0105488679 dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle 14,00 alle 16,00.
Inoltre è fatto divieto ai titolari delle strutture turistico ricettive e ai proprietari / detentori di appartamenti ammobiliati ad uso turistico di ospitare soggetti provenienti dalle “zone rosse”.
Si allegano:
Sono pervenuti quesiti che riguardano la tipologia di spostamenti (per le ragioni specificate dal decreto) che necessitano di autocertificazione il cui modulo, visto il livello di emergenza equiparato sul tutto il territorio nazionale, viene riportato a fondo pagina.
In base all'art. 1 del DPCM del 8 marzo 2020 non rientrano nelle disposizioni di cui al comma 1 lett.a) ovvero quelle che dispongono di evitare, al fine di prevenire il contagio del COVID – 19, ogni spostamento in entrata/uscita dalla Regione Lombardia e dalle Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino,

Le mosse che il governo intende fare per aiutare le imprese nel caos dell'emergenza Coronavirus mirano, oltre a consentire alle imprese di rinviare molti degli adempimenti e dei pagamenti che devono fare nei prossimi mesi, ad approvare un decreto che si articola in tre grandi parti:
- ulteriori investimenti e risorse per la sanità;
- ammortizzatori sociali e misure per le famiglie;
- aiuti al mondo delle imprese che oggi hanno l'emergenza della liquidità.
Nell'incontro tenuto ieri sera presso la CNA di Savona rivolto ai centri di revisione privati, è stato presentato il documento (vedi fondo pagina) redatto, a livello nazionale, contenente le istanze rivolte alla politica a rappresentanza di un settore in grave crisi e sul quale pendono problematiche la cui risoluzione non è più procrastinabile.