Riformare i settori dell'estetica e benessere che richiedono una professionalità sempre maggiore, a tutela degli operatori e dei consumatori, anche per contrastare il diffondersi dell'abusivismo e della concorrenza sleale. E' l'obiettivo della proposta di legge per modificare la legge 1/90 in materia di estetica, presentata a Montecitorio con la CNA. Il testo è nato su stimolo della Confederazione Nazionale Artigianato.

 

Riformare i settori dell'estetica e del benessere che, alla luce della crescente domanda di qualità, richiedono una professionalità sempre maggiore, a tutela degli operatori e dei consumatori, anche per contrastare il diffondersi dell'abusivismo e della concorrenza sleale. E' l'obiettivo della proposta di legge, primo firmatario Marco Donati (Pd), per modificare la legge 1/90 in materia di estetica, presentata questa mattina a Montecitorio.
Il testo è nato infatti su stimolo della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa. Il settore del benessere, con particolare riferimento alle attività di acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing, è costituito da 40 mila imprese e circa 100 mila addetti, con un giro d'affari annuo pari a 21 miliardi.
"Chi si rivolge a un centro estetico  non lo fa per la semplice rimozione di inestetismi, ma per il mantenimento e il recupero del proprio benessere psicofisico. Per questo è necessario un quadro normativo certo che generi percorsi formativi idonei e certificati per elevare il livello di competenza degli operatori del settore".
Al tempo della legge 1/90  "pratiche come l'onicotecnica, i vari tipi di massaggi del benessere, il trucco specializzato (i make up artist), i tatuaggi, i piercing, ecc., non erano ancora così diffusi. Per eseguire tatuaggi, per esempio, in Emilia Romagna occorrono 14 ore di formazione, in Toscana 600. La nuova legge quindi serve anche per regolamentare a livello nazionale tutta l'attività estetica, considerando la presenza degli abusivi, per un giro d'affari di 15 milioni di euro di evasione fiscale e contributiva. Senza contare che il mancato rispetto delle norme di legge in materia igienico-sanitaria ha provocato un aumento delle patologie infettive".
L'estetica ha registrato "una nuova evoluzione della professione, quella dell'estetica sociale". "Occorre - spiega il Presidente di CNA Benessere e Sanità - riuscire a offrire un percorso formativo il più possibile uniforme su tutto il territorio nazionale, per creare questa nuova figura che rappresenterà probabilmente un vanto e un bel percorso per l'estetica nazionale".
"Fondamentale per la tutela degli interessi del settore è il ruolo dell'associazionismo Cna - ha aggiunto Stocchi -. Una categoria come quella dell'estetica è relativamente giovane e trova all'interno della Cna la propria casa, dove poter raccogliere tutte le esigenze delle imprese. Facendo massa critica all'interno dell'unione dei mestieri del benessere possiamo fare un pressing all'interno delle amministrazioni ai vari livelli territoriali, regionali o nazionali e con il parlamento, per riuscire a portare a casa interventi come questa legge che servono proprio a mettere chiarezza su quello che è il settore".
Abusivismo e tassazione troppo alta. Sono questi i principali problemi del settore estetico. Lo spiega la coordinatrice estetiste Cna, Brigida Stomaci, a margine della conferenza per la presentazione della legge. "Il primo e principale problema del nostro settore - spiega- è quello di raggiungere il pareggio, per via di una tassazione troppo alta. La riforma della legge può aiutarci a ottenerlo se non in qualche modo abbattendo un pochino le spese. Il secondo problema è l'abusivismo: non riuscire ad avere un fatturato sufficiente non consente probabilmente di pagare i costi fissi".
"La proposta di legge Donati - continua Stomaci - in parte può risolvere le problematiche del settore, ad esempio per il fatto di poter condividere gli spazi che sono un costo piuttosto alto. Con l'affitto di cabina e il coworking' si possono abbattere i costi e sopravvivere". Quanto alle innovazioni che la riforma permetterà, la coordinatrice cita il riconoscimento dei nuovi profili professionali come l'onicotecnica. "Noi abbiamo un mercato delle unghie altissimo, lo vediamo nelle nostre fiere, ormai hanno preso quasi il sopravvento e l'utenza, la clientela di queste aziende, quasi la maggiorparte, è abusiva. E' importante che l'attività possa essere regolamentata non solo da un punto di vista fiscale e del rispetto delle regole, ma anche dal punto di vista di sicurezza per il consumatore perchè non si può pensare che un corso di tre quattro giorni per ricostruzione unghia possa essere frequentato da chiunque. E' importante sapere che un corso possa durare almeno 300 ore proprio per la sicurezza e la qualità del servizio".

 

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